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Quanto è difficile aiutare!
(storie infrante di vita quotidiana nelle terre del nostro paese…… frazionato)
L’idea era partita con una raccolta fondi che, tra gli amici, in soli due giorni, aveva raggiunto più di 16mila euro. Tutti d’accordo: con una cifra iniziale di quella portata potevamo fare qualcosa di più che una donazione a favore delle fondazioni che si stavano muovendo sul territorio Aquilano. Potevamo creare un progetto al quale avrebbero partecipato tanti altri amici e amici degli amici. “Utili Insieme”, questo era il nome che ben rappresentava la nostra voglia di essere UTILI…INSIEME a tutti coloro che ci avrebbero aiutato ad aiutare!
La pagina web di Life Quality Project aggiornava la cifra in tempo reale. Le numerose offerte delle singole persone, si aggiungevano a quelle fatte da gruppi più numerosi che volevano partecipare alla raccolta, attraverso un passaparola incessante. Subito tre spettacoli, organizzati in meno di un mese. Due a Roma e uno a San Bnenedetto del Tronto. Non è facile immaginare cosa significhi organizzare uno spettacolo, non volgiamo raccontare qui gli sforzi fatti, ma si, elogiare e ringraziare chi ha partecipato attivamente.
Si prospettavano idee più o meno fattibili, che nella fase iniziale avevano comunque tutte un denominatore comune: il progetto poteva essere indirizzato a favore dei ragazzi, in attività mattutine o pomeridiane. Prendemmo subito i primi contatti, con persone che potevano aiutarci nella scelta di una o tal altra realtà dell’aquilano. Certo, sapevamo che la scelta non sarebbe stata facile, quanto meno per l’enorme vastità del disastro e per la necessità di aiuti necessari in ogni campo. Cominciammo quindi a mettere nero su bianco un progetto che poteva rivelarsi fattibile in base alla raccolta di fondi, che nel frattempo cresceva. Sapevamo pero che dovevamo attendere direttive più precise da parte della protezione civile, sulla fattibilità del progetto nei vari comuni colpiti dal sisma.
In ogni caso ci piaceva che gli sforzi di tutti fossero direzionati ad arricchire le menti delle nuove generazioni. Il progetto consisteva in una costruzione in legno atta ad ospitare classi di bambini durante il doposcuola. Inoltre tale stabile sarebbe stato anche sede di corsi di formazione per gli stessi bambini e ragazzi. A tal proposito molti degli amici iniziarono ad offrire la loro disponibilità e professionalità per la docenza di svariati corsi ludico educativi, naturalmente a titolo del tutto gratuito. La stesura del progetto doveva prevedere l’elenco dei partners con i rispettivi eventuali contributi in denaro o prestazioni d’opera, e non dovevano mancare riferimenti di personaggi della politica locale che avrebbero garantito la fattibilità del progetto nonché la posa in opera.
In una delle mattine passate al computer, tra articoli da leggere e comunicati su internet, mi imbattei in un articolo che riportava l’intervista fatta ad uno tra i più grandi costruttori di case in legno d’Europa (questo però lo seppi solo dopo). Costui, durante una visita a L’Aquila, esternava la sua intenzione di costruire una scuola elementare in uno dei paesi colpiti dal sisma. Qualcosa mi disse che dovevo contattarlo e riuscii, tramite un aggancio strategico, ad ottenere addirittura il suo cellulare privato. Parlai con lui e mi stette a sentire perché l’enfasi con cui gli prospettavo il progetto era VERA (forse più vera di lui). probabilmente si stava chiedendo chi fossi e come mai avessi il suo numero privato. Per quel che mi riguardava era solo una persona che, come noi, voleva dare una mano a chi, in quel momento, ne aveva bisogno. Mi disse di inviare il progetto via mail alla sua segretaria e lo feci immediatamente, spiegando nei minimi dettagli ciò che fino a quel momento eravamo riusciti a fare: la raccolta fondi per costruire una piccola scuola o un luogo di ritrovo per attività pomeridiane, il progetto dei corsi di formazione per i ragazzi, i contatti avuti con il Sindaco del paesino (che secondo la nostra ricerca ci era sembrato più bisognoso) e con il Presidente della Provincia disponibile a verificare le pratiche necessarie a preparare il luogo più adatto all’ubicazione del fabbricato ecc. Mi dette appuntamento a Roma (sede centrale della sua ditta di costruzioni in legno), sarei partita la sera prima per essere sicura di arrivare in tempo, con tutte le carte a seguito. Evidentemente, dopo poche ore valutò che associarsi ad un progetto considerato “piccolo” non sarebbe stata una “efficace pubblicità” per la visibilità della sua ditta… non avrebbe avuto una risonanza utile politicamente. Mi fece chiamare dalla sua segretaria la quale mi comunicò che in cooperazione col comune di Roma preferivano orientarsi direttamente al comune de L’Aquila per accordi presi tramite i rispettivi sindaci… Morale della favola: mi ero imbattuta in un pesce troppo grande per la nostra lenza! Che dire, ci sono rimasta davvero male… e io che pensavo che i diritti dei bambini di un piccolo comune di poche anime fossero uguali a quelli dei bambini che abitano nel capoluogo di regione! Evidentemente mi sbagliavo.
Dopo la prima porta chiusa in pieno viso (che palesava come certa gente non fa mai niente per niente) rimettemmo velocemente insieme i pezzi (quelli dei nostri animi) e ci rimettemmo al lavoro! Prima di continuare nel racconto vorrei abbracciare, proprio tra queste righe (e vorrei che lo faceste anche voi che leggete) mia sorella Francesca, alla quale ho chiesto aiuto fin dai primi giorni. Uno degli animi infranti era il suo.
L’idea c’era e continuammo nella stessa direzione, in fondo dovevamo “soltanto” cercare una ditta di costruzioni in legno che fosse disposta a collaborare al progetto e offrirci il materiale per costruirla… in cambio di una informazione pubblica (e quindi di pubblicità). Una marea di ditte da contattare, attraverso internet, telefonate, mail, delle quali la maggior parte neppure rispondevano. Francesca, che nel frattempo manteneva i contatti col Sindaco e con una comunità di una frazione di Avezzano che avrebbero voluto partecipare al Progetto Utili Insieme, era andata già più volte nell’aquilano per incontrare i personaggi chiave che si dicevano entusiasti del Progetto e felici che avessimo scelto un piccolo paese che probabilmente sarebbe stato dimenticato. Allo stesso modo andò a conoscere il proprietario di una ditta di costruzioni in legno che finalmente rispose al nostro “richiamo” e che accettò di partecipare al progetto, offrendoci lo stabile al prezzo di costo.
Era già molto e dal progetto preliminare potevamo contare su un fabbricato di circa 180 metri quadrati, costituito di due ali unite tra loro da una grossa tettoia. Gia fantasticavamo su quante e quali attività avremmo potuto svolgere li sotto, magari in estate vista la rigidità degli inverni abruzzesi. Eravamo stati contattati, nel frattempo, da una cooperativa di falegnami di Pistoia, pronti ad offrire gratuitamente la loro mano d’opera, per l’installazione dello stabile. Ci saremmo messe al lavoro per cercare anche delle ditte che avrebbero fornito i bagni e tutto il necessario affinché quella costruzione fosse messa in atto prima possibile, cercando di utilizzare nella maniera migliore i soldi raccolti fino a quel momento. Il Sindaco ci chiese di poter usufruire di una stanza, all’interno dello stesso stabile in legno, fino a che gli uffici comunali non fossero stati ristrutturati, ossia per tre o quattro mesi. Dato che, durante l’estate, i ragazzi non avrebbero avuto bisogno di locali scolastici, accordammo con fiducia.
Cercammo, ovviamente, di prendere tutte le precauzioni possibili, per evitare che il diverso utilizzo dei locali non si protraesse più del tempo accordato. Fatto sta che, al momento della stipula del contratto ufficiale, per l’avvio dei lavori, le finalità d’uso dello stabile non erano più le stesse: Nonostante avessimo messo nero su bianco, e puntualizzato che quella costruzione doveva essere destinata ad accogliere bambini e ragazzi, ci trovammo dinanzi un contratto che riportava come destinazione d’uso: uffici comunali. Mia sorella si rifiutò di firmare quella che riteneva essere una presa in giro in grande stile… vi risparmio le pressioni psicologiche alle quali è stata sottoposta cercando di obbligarla ad “onorare” un impegno anche a titolo personale … Eravamo arrivati a metà settembre e il progetto “Utili Insieme” era punto e a capo, dovevamo ricominciare da zero… se solo penso al tempo dedicato! Dovetti tirare su il morale di mia sorella e dirle di non pensarci per un po’, era giusto che potesse riprendere del tempo per lei, viste le energie sprecate.
Per fortuna non era stato elargito neppure un centesimo e i soldi erano ancora conservati nel conto corrente della Life Quality Project, dove sono tutt’ora in attesa di tempi migliori! Dopo qualche giorno da quella brutta faccenda, dalla quale cercavamo di riprenderci, arrivò una telefonata di un sindaco di un paesino, guarda caso vicinissimo al precedente, diceva di aver saputo (non sappiamo come) della “delicata incomprensione” e ci proponeva di collaborare in qualsiasi modo affinché il progetto fosse rivolto alla loro comunità. …Se ci fosse stato qualcun altro a rispondere al telefono, magari senza quel carico di esperienze fatte… Il nostro pensiero fu unanime: Come fidarsi? Grazie NO!
Nel constatare la difficoltà di gestire i rapporti con le realtà politiche, nonostante fortemente bisognose, pensammo anche di rivalutare i progetti originari, quelli avuti subito dopo il sisma, tra i quali l’idea di donare un’ambulanza. Tornando agli attimi del terremoto mi pare di sentire il lamento amaro di quanti avrebbero potuto salvarsi se solo ci fosse stata un’ambulanza in più. Valuteremo anche questa possibilità!
Nonostante le amarezze il Progetto Utili Insieme non solo resta integro, ma acquista maggiore forza Ad oggi la raccolta fondi sfiora i 40 mila euro!
Al momento siamo in contatto con un’Associazione sportiva che ci ha fornito tra l’altro un dato importante: è stata emanata un’ordinanza in base alla quale tutte le costruzioni in legno che non hanno fondamenta saranno smantellate nel giro di tre anni. A questo punto qualsiasi edificio è preferibile che venga costruito con fondamenta (e si allungheranno i tempi di messa in opera). L’associazione sportiva su menzionata sta inoltrando un progetto di una piccola palestra destinata solo a bambini e ragazzi… vedremo di sincerarci che sia così prima dell’eventuale adesione al loro progetto. Siamo in attesa inoltre di avere notizie sulla possibile fornitura di attrezzature scolastiche in una scuola in costruzione. La raccolta fondi continua, il progetto è di nuovo in cerca di una via di attuazione, e visti i precedenti, cammineremo con i piedi di piombo!
Permettetemi di ringraziare attraverso queste righe tutti coloro che hanno inviato il loro contributo, partecipando alla raccolta fondi, (che sono stati davvero tanti) e a coloro che si sono adoperati all’organizzazione e realizzazione degli spettacoli di Roma e San Benedetto del Tronto: Mark Hanna, Cristiano Corradetti, Fabio Cicchiello, Elide Treccani, Monica Di Siena e Simone Maggio i gruppi Mare Canto e Oblivion Quartet, …….. Un ringraziamento speciale a mia sorella Francesca Germani. Coraggio, non abbiamo ancora finito! Caterina |